DOC, DOCG e IGT: significato, differenze e come riconoscerle

DOC, DOCG e IGT sono i 3 livelli dei vini italiani a origine protetta: Denominazione di Origine Controllata, Denominazione di Origine Controllata e Garantita e Indicazione Geografica Tipica. Secondo il MASAF l'Italia conta 522 vini a denominazione: 79 DOCG, 332 DOC e 111 IGT. La DOCG, al vertice, è riservata ai vini DOC da almeno 7 anni e porta sul collo della bottiglia il contrassegno di Stato.

Tre bottiglie di vino italiano DOC, DOCG e IGT su un tavolo di legno in una cantina con botti

Che cosa significano DOC, DOCG e IGT?

DOC, DOCG e IGT significano Denominazione di Origine Controllata, Denominazione di Origine Controllata e Garantita e Indicazione Geografica Tipica. Sono i 3 gradini della piramide dei vini italiani descritta da Federdoc, la confederazione dei consorzi di tutela, sopra i vini senza indicazione geografica.

  • IGT: vini che indicano la zona di provenienza e spesso il vitigno, con almeno l’85% delle uve da quella zona.
  • DOC: vini prodotti in un’area delimitata, con uve, rese, tipologie, invecchiamento e caratteristiche fissate da un disciplinare di produzione.
  • DOCG: vini DOC di particolare pregio e rinomanza, con regole più severe e un controllo in più su ogni bottiglia.

Che differenza c’è tra DOC, DOCG e IGT?

La differenza principale tra DOC, DOCG e IGT è la severità delle regole: l’IGT lega il vino a un territorio ampio, la DOC a un disciplinare dettagliato, la DOCG a un disciplinare ancora più restrittivo e a un contrassegno su ogni bottiglia, secondo Federdoc.

CaratteristicaIGTDOCDOCG
Uve dalla zona di originealmeno 85%100%100%
Disciplinare di produzioneparametri essenzialiuve, rese, tipologie e invecchiamentoregole più restrittive della DOC
Requisito per il riconoscimentonessunonessunoessere DOC da almeno 7 anni
Contrassegno di Statoammesso dal 2024previsto, o in alternativa il lotto certificatoobbligatorio su ogni bottiglia
Menzione europeaIGPDOPDOP
Esempi su VitiumCollio, Falanghina del Sannio, Montepulciano d’AbruzzoBarolo, Brunello di Montalcino, Taurasi, Vermentino di Gallura

Quante sono le DOC, le DOCG e le IGT italiane?

Le DOC, le DOCG e le IGT italiane sono 522 in tutto, secondo il Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (MASAF). L’elenco ufficiale dei vini DOP conta 411 denominazioni, 79 DOCG e 332 DOC, e i disciplinari dei vini IGP sono 111. Ogni denominazione ha un proprio disciplinare, pubblicato dal MASAF, che Vitium cita articolo per articolo nelle sue schede.

Come si riconosce un vino DOCG?

Si riconosce un vino DOCG dal contrassegno di Stato, la fascetta stampata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, o da tipografie autorizzate, con un’indicazione di serie e un numero di identificazione, secondo Federdoc, e dalla dicitura «Denominazione di Origine Controllata e Garantita» accanto al nome del vino. Il contrassegno da solo non basta a distinguere una DOCG: la Legge 238/2016, all’articolo 48, lo prevede pure per i vini DOC, dove il consorzio di tutela può sostituirlo con il lotto certificato dall’imbottigliatore. Dal 2024 il contrassegno è ammesso sui vini IGT, secondo Sommelier Blog.

Qual è la differenza tra DOC, DOCG e DOP?

La differenza tra DOC, DOCG e DOP è di livello normativo: DOP è la denominazione di origine protetta dell’Unione europea, e DOC e DOCG sono le menzioni tradizionali italiane che la accompagnano. Allo stesso modo l’IGT è la menzione italiana dell’IGP europea. Il disciplinare dei Friuli Colli Orientali, per esempio, si intitola «Denominazione di Origine Protetta (menzione tradizionale italiana Denominazione di Origine Controllata – D.O.C.)».

Un vino DOCG è sempre migliore di un DOC?

No, un vino DOCG non è sempre migliore di un DOC o di un IGT: nulla vieta che un vino IGT sia migliore di un DOCG, secondo Enosearcher. La denominazione garantisce l’origine e il rispetto del disciplinare, non il gusto della singola bottiglia; la qualità dipende dall’annata, dal produttore e dalle scelte in vigna e in cantina.

Le principali DOC e DOCG italiane

Abruzzo

  • Calice di Montepulciano d'Abruzzo rosso rubino davanti alle colline vitate e alle montagne dell'Abruzzo

    DOC

    Il Montepulciano d'Abruzzo è la DOC rossa delle 4 province abruzzesi, prodotta con almeno l'85% di Montepulciano e articolata in 9 sottozone.

Campania

  • Calice di Falanghina del Sannio giallo paglierino davanti alle colline vitate del Sannio e al Taburno

    DOC

    La Falanghina del Sannio è la DOC della provincia di Benevento prodotta con almeno l'85% di Falanghina, in versione ferma, spumante e passita.

  • Calice di vino Taurasi DOCG rosso rubino davanti alle colline vitate dell'Irpinia

    DOCG

    Il Taurasi è la DOCG irpina prodotta con almeno l'85% di Aglianico in 17 comuni della provincia di Avellino e invecchiata almeno 3 anni.

Friuli-Venezia Giulia

  • Calice di vino bianco del Collio giallo paglierino davanti alle colline vitate del Collio goriziano

    DOC

    Il Collio è la DOC delle colline di Gorizia, al confine con la Slovenia, famosa per i bianchi di Ribolla Gialla, Friulano e il Collio Bianco.

  • Calici di vino bianco e rosso dei Friuli Colli Orientali davanti alle colline vitate e a un'antica abbazia

    DOC

    Il Friuli Colli Orientali è la DOC dei 19 comuni collinari della provincia di Udine, patria di Pignolo, Schioppettino e Refosco dal peduncolo rosso.

Piemonte

  • Calice di vino Barolo DOCG rosso granato davanti alle colline delle Langhe

    DOCG

    Il Barolo è la DOCG delle Langhe prodotta con uve Nebbiolo in purezza in 11 comuni della provincia di Cuneo e invecchiata almeno 38 mesi.

Sardegna

  • Calice di Vermentino di Gallura giallo paglierino su una roccia di granito, con vigneti e mare sullo sfondo

    DOCG

    Il Vermentino di Gallura è l'unica DOCG della Sardegna, un bianco prodotto con almeno il 95% di Vermentino sui graniti del nord-est dell'isola.

Toscana

  • Calice di Brunello di Montalcino rosso granato davanti al borgo di Montalcino e ai suoi vigneti

    DOCG

    Il Brunello di Montalcino è la DOCG toscana prodotta con solo Sangiovese nel comune di Montalcino, che esce in commercio il quinto anno dopo la vendemmia.