Vitigni autoctoni italiani: quali sono, come sceglierli e abbinarli
I vitigni autoctoni italiani sono le varietà di vite nate in Italia e coltivate da secoli in una zona precisa, come il Nebbiolo in Piemonte, il Sangiovese in Toscana o l'Aglianico in Campania. Il Registro Nazionale delle Varietà di Vite iscrive 640 varietà da vino. Per ogni uva Vitium descrive il vino, le DOC e DOCG, il prezzo e gli abbinamenti.

Che cosa sono i vitigni autoctoni italiani?
I vitigni autoctoni italiani sono le varietà di vite originarie dell’Italia e legate a una zona precisa del Paese. La legge 238/2016, il Testo unico del vino, definisce «vitigno autoctono italiano» o «vitigno italico» un vitigno della specie Vitis vinifera di cui è dimostrata l’origine esclusiva in Italia e la cui presenza è rilevata in aree geografiche delimitate. La parola viene dal greco autós, stesso, e chthón, terra: un vitigno «figlio della propria terra», secondo Callmewine.
Nell’uso comune il termine indica le uve coltivate da secoli nella stessa zona, pure quando la ricerca genetica ne discute l’origine: il Friulano, per esempio, deriva dal Sauvignonasse francese, secondo gli studi di Conegliano citati da Ermacora.
Quanti sono i vitigni autoctoni italiani?
I vitigni autoctoni italiani fanno parte delle 640 varietà da vino iscritte nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, che comprende uve autoctone e internazionali, con l’aggiornamento al D.M. 2 luglio 2024. Ogni varietà ha un codice, un nome ufficiale, i suoi sinonimi e i suoi cloni: il Sangiovese, con 130 cloni, è la varietà con più cloni tra quelle trattate su Vitium. Vitium descrive oggi 12 vitigni autoctoni, scelti tra i più cercati e tra quelli legati alle DOC e DOCG più note.
Quali sono i vitigni autoctoni italiani più importanti?
I vitigni autoctoni italiani più importanti trattati su Vitium sono 12, 7 a bacca nera e 5 a bacca bianca, distribuiti dal Piemonte alla Sardegna.
| Vitigno | Bacca | Regione principale | Vino più noto |
|---|---|---|---|
| Nebbiolo | nera | Piemonte | Barolo |
| Sangiovese | nera | Toscana | Brunello di Montalcino |
| Aglianico | nera | Campania | Taurasi |
| Montepulciano | nera | Abruzzo | Montepulciano d’Abruzzo |
| Refosco dal peduncolo rosso | nera | Friuli-Venezia Giulia | Friuli Colli Orientali Refosco |
| Schioppettino | nera | Friuli-Venezia Giulia | Schioppettino di Prepotto |
| Pignolo | nera | Friuli-Venezia Giulia | Friuli Colli Orientali Pignolo |
| Glera | bianca | Veneto | Prosecco |
| Vermentino | bianca | Sardegna | Vermentino di Gallura |
| Falanghina | bianca | Campania | Falanghina del Sannio |
| Ribolla Gialla | bianca | Friuli-Venezia Giulia | Collio Ribolla Gialla |
| Friulano | bianca | Friuli-Venezia Giulia | Collio Friulano |
Come si sceglie un vitigno autoctono?
Si sceglie un vitigno autoctono partendo dal piatto e dallo stile di vino che si cerca. Le schede di Vitium indicano 4 criteri utili.
- Colore e struttura: i rossi strutturati come Nebbiolo, Aglianico e Sangiovese per la carne; i bianchi sapidi come Vermentino, Falanghina e Ribolla Gialla per il pesce.
- Invecchiamento: per un vino da conservare, i rossi da lungo affinamento come Barolo, Taurasi, Brunello di Montalcino e Pignolo.
- Bollicine: per l’aperitivo, la Glera del Prosecco o la Ribolla Gialla spumante.
- Prezzo: da circa 5 euro per un Prosecco DOC a oltre 100 euro per le etichette più celebri di Barolo e Brunello, secondo i listini consultati da Vitium.
Qual è il vitigno autoctono più diffuso in Italia?
Il vitigno autoctono più diffuso in Italia è il Sangiovese, il vitigno a bacca nera più coltivato del Paese secondo Tenute del Cerro e Quattrocalici. Dal Sangiovese nascono il Chianti, il Vino Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino, e il vitigno è coltivato in quasi tutta l’Italia centrale.
I vitigni autoctoni del Nord Italia
Friuli-Venezia Giulia

bacca bianca
Il Friulano, l'ex Tocai, è il vitigno a bacca bianca più rappresentativo del Friuli, base dei bianchi del Collio e dei Colli Orientali.

bacca nera
Il Pignolo è il rosso autoctono da invecchiamento dei Colli Orientali del Friuli, recuperato dai vigneti dell'Abbazia di Rosazzo.

bacca nera
Il Refosco dal peduncolo rosso è il vitigno a bacca nera più rappresentativo del Friuli-Venezia Giulia, dal grappolo con il peduncolo rosso.

bacca bianca
La Ribolla Gialla è il vitigno a bacca bianca del Collio e dei Colli Orientali del Friuli, vinificato fermo, spumante o macerato sulle bucce.

bacca nera
Lo Schioppettino è il rosso autoctono di Prepotto, nei Colli Orientali del Friuli, riconoscibile per la sua nota di pepe.
Piemonte

bacca nera
Il Nebbiolo è il vitigno a bacca nera delle Langhe e della Valtellina da cui nascono il Barolo e il Barbaresco.
Veneto

bacca bianca
La Glera è il vitigno a bacca bianca del Veneto e del Friuli da cui nascono il Prosecco DOC e le DOCG di Conegliano Valdobbiadene e Asolo.
I vitigni autoctoni del Centro Italia
Toscana

bacca nera
Il Sangiovese è il vitigno a bacca nera della Toscana da cui nascono il Chianti, il Vino Nobile di Montepulciano e il Brunello di Montalcino.
I vitigni autoctoni del Sud e delle Isole
Abruzzo

bacca nera
Il Montepulciano è il vitigno a bacca nera dell'Abruzzo da cui nascono il Montepulciano d'Abruzzo e il rosato Cerasuolo d'Abruzzo.
Campania

bacca nera
L'Aglianico è il vitigno a bacca nera della Campania e della Basilicata da cui nascono il Taurasi e l'Aglianico del Vulture.

bacca bianca
La Falanghina è il vitigno a bacca bianca della Campania da cui nascono la Falanghina del Sannio e la Falanghina dei Campi Flegrei.
Sardegna

bacca bianca
Il Vermentino è il vitigno a bacca bianca di Sardegna, Liguria e Toscana da cui nascono il Vermentino di Gallura e il Vermentino di Sardegna.