Aglianico: caratteristiche del vino, come sceglierlo e abbinarlo

L'Aglianico è un vitigno autoctono a bacca nera della Campania e della Basilicata e le caratteristiche del vino che ne nasce sono un colore rubino intenso, tannini possenti, acidità spiccata e grande longevità. Il Registro Nazionale delle Varietà di Vite lo iscrive con il codice 002. Profuma di viola, ciliegia e pepe nero. Dall'Aglianico nascono il Taurasi e l'Aglianico del Vulture.

Redazione VitiumPubblicato il

Grappolo di Aglianico maturo con acini blu coperti di pruina davanti alle colline dell'Irpinia

Scheda del vitigno Aglianico

Vitigno
Aglianico
Sinonimi
Aglianico del Vulture, Glianica, Glianico, Ellanico, Ellenico
Colore della bacca
nera
Regioni
Campania, Basilicata, Puglia
Stili di vino
fermo, rosato, spumante
Secco o dolce
secco
Aromi
viola, ciliegia, mirtillo, pepe nero, tabacco, liquirizia, prugna in confettura
Acidità
alta
Tannini
alta
Corpo
alta
Temperatura di servizio
14–18 °C
Potenziale di invecchiamento
oltre 10 anni per i vini migliori; 15–20 anni e oltre per un Taurasi di buona annata
Codice Registro Nazionale
002

Che cos’è il vitigno Aglianico?

Il vitigno Aglianico è un’uva autoctona italiana a bacca nera coltivata soprattutto in Campania, in Basilicata e in Puglia. Il Registro Nazionale delle Varietà di Vite lo iscrive dal 1970 come «Aglianico N.», con il codice 002 e i sinonimi ufficiali Glianica, Glianico, Ellanico ed Ellenico. Con il decreto del 30 maggio 2018 il Registro ha riconosciuto la sinonimia tra l’Aglianico e l’Aglianico del Vulture N. (codice 266).

Quali sono le caratteristiche del vino Aglianico?

Le caratteristiche del vino Aglianico sono un colore rosso rubino intenso, tannini possenti, un’acidità spiccata e una grande capacità di invecchiamento, secondo Italy’s Finest Wines. Il disciplinare dell’Aglianico del Vulture descrive un vino rosso rubino, dall’odore «tipico, gradevole ed intenso» e dal sapore «giustamente tannico e sapido». Il disciplinare del Taurasi fissa un titolo alcolometrico minimo di 12% vol, 12,5% per la Riserva.

Che profumi e che sapore ha il vino Aglianico?

Il sapore che ha il vino Aglianico è pieno, asciutto e corposo, con tannini possenti e un’acidità spiccata che allunga la beva. La scheda di Italy’s Finest Wines descrive 5 tratti tipici del vino.

  • Fiori e frutta: violetta, mirtilli, ciliegia, ribes e petali di rosa.
  • Spezie: pepe nero e tabacco.
  • Note balsamiche: eucalipto, incenso, liquirizia e sfumature mentolate.
  • Evoluzione: visciole sotto spirito, prugne in confettura, fichi secchi e spezie dolci, con l’affinamento in legno.
  • Colore: purpureo da giovane, poi rosso rubino intenso e granato con riflessi aranciati.

L’Aglianico è secco o dolce?

L’Aglianico è secco nei vini più diffusi: il disciplinare del Taurasi prescrive un sapore «asciutto, pieno, armonico» e quello dell’Aglianico del Vulture Superiore un sapore «secco, giustamente tannico, sapido». Il disciplinare dell’Aglianico del Vulture DOC ammette la versione abboccata accanto a quella secca, e una versione spumante.

A che temperatura si serve l’Aglianico?

Si serve l’Aglianico a 14–18 °C, secondo le temperature dell’Associazione Italiana Sommelier. L’AIS indica 14–16 °C per i rossi di media struttura, come un Aglianico IGT giovane, e 16–18 °C per i rossi evoluti di grande struttura, come il Taurasi e l’Aglianico del Vulture Superiore.

Quanto invecchia il vino Aglianico?

Invecchia il vino Aglianico oltre 10 anni nei vini migliori, secondo Decanto. Un Taurasi di buona annata e di buon produttore può affinare 15–20 anni e oltre, e la Riserva si esprime spesso al meglio dopo 10 anni dalla vendemmia, secondo il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia. In gioventù i vini di Aglianico sono ruvidi e spigolosi, e trovano equilibrio solo dopo un lungo affinamento, secondo Vino.com.

Quali vini si producono con l’Aglianico e quanto costano?

Tra i vini che si producono con l’Aglianico ci sono i rossi IGT della Campania e 2 denominazioni della Campania e della Basilicata, con prezzi da circa 12 a 35 euro a bottiglia. I prezzi della tabella vengono dal listino di Tannico, consultato il 23 settembre 2026.

VinoDenominazioneFascia di prezzo
Aglianico della CampaniaIGT, Campaniada circa 12 €
Aglianico del VultureDOC, Basilicata16–22 €
Taurasi e Riserve di puntaDOCG, Campania25–35 €

In quali DOC e DOCG si trova l’Aglianico?

Si trova l’Aglianico in molte DOC e DOCG del Sud Italia. Queste 6 denominazioni ne fanno la base ampelografica, con la percentuale minima fissata dal disciplinare.

  1. Taurasi DOCG: almeno 85% di Aglianico.
  2. Aglianico del Vulture Superiore DOCG: Aglianico del Vulture e/o Aglianico, senza altre uve.
  3. Aglianico del Vulture DOC: Aglianico del Vulture e/o Aglianico, senza altre uve.
  4. Aglianico del Taburno DOCG: almeno 85% di Aglianico.
  5. Irpinia Aglianico DOC: almeno 85% di Aglianico.
  6. Falerno del Massico Rosso DOC: almeno 60% di Aglianico, con il Piedirosso fino al 40%.
  • L'Aglianico è l'uva del Taurasi, la DOCG irpina che invecchia almeno 3 anni, di cui uno in legno.

Cos’è l’Aglianico del Vulture?

L’Aglianico del Vulture è una DOC della Basilicata, riconosciuta nel 1971, prodotta in 15 comuni della provincia di Potenza attorno al Monte Vulture, un vulcano spento alto 1.327 metri. Il disciplinare ammette solo uve Aglianico del Vulture e Aglianico, e il vino esce in commercio dal 1° settembre dell’anno dopo la vendemmia. La versione Superiore è DOCG dal 2010 ed esce dal 1° novembre del terzo anno, dopo 12 mesi in legno e 12 in bottiglia.

Qual è il miglior Aglianico?

Il miglior Aglianico dipende da 3 criteri: la denominazione, l’annata e il produttore. Nessuna classifica ufficiale indica un solo vincitore. Tra le etichette più citate da Italy’s Finest Wines ci sono il Taurasi Riserva Vigna Quintodecimo, l’Aglianico del Vulture Titolo di Elena Fucci e l’Irpinia Aglianico Serpico di Feudi di San Gregorio, accanto ai vini della cantina storica Mastroberardino.

Con cosa si abbina l’Aglianico?

Si abbina l’Aglianico a piatti grassi e untuosi, perché l’acidità spiccata e il tannino pronunciato li bilanciano, secondo Italy’s Finest Wines. Le fonti consultate indicano 5 abbinamenti tipici.

  1. Selvaggina, arrosti, brasati e spezzatini con un Aglianico strutturato, secondo Italy’s Finest Wines.
  2. Soffritto di maiale irpino e capretto all’avellinese, piatti della Campania, secondo Italy’s Finest Wines.
  3. Costine di maiale con peperoni all’aceto, secondo Italy’s Finest Wines.
  4. Gnummareddi e agnello a cutturidd, piatti della Basilicata, con l’Aglianico del Vulture, secondo Italy’s Finest Wines.
  5. Carni rosse alla brace e caciocavallo podolico con il Taurasi, secondo il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia.

Che differenza c’è tra Aglianico e Aglianicone?

La differenza principale tra Aglianico e Aglianicone è che sono 2 varietà distinte nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, con i codici 002 e 003. La monografia del 1965 descriveva l’Aglianicone come una sottovarietà di vigoria fortissima, da cui il nome, con grappolo grande, produzione abbondante di qualità mediocre e un vino intensamente colorato. Le DOC dell’Aglianico, come il Taurasi e l’Aglianico del Vulture, non nominano l’Aglianicone.

Aglianico e Aglianicone a confronto
CaratteristicaAglianicoAglianicone
Registro NazionaleAglianico N., codice 002, iscritto nel 1970Aglianicone N., codice 003, iscritto nel 1971
Vigoriabuonafortissima, da cui il nome
Grappolomedio (14–18 cm), spesso con una o due aligrande e serrato, con acini grossi
Produzionepiuttosto abbondanteabbondante ma di qualità mediocre
ViniTaurasi, Aglianico del Vulture, Aglianico del Taburnovino intensamente colorato, senza DOC dedicate

Storia, origine e coltivazione dell’Aglianico

L’origine e coltivazione dell’Aglianico risalgono all’antichità: il disciplinare del Taurasi lo descrive come un vitigno «antichissimo, probabilmente originario della Grecia», introdotto in Italia intorno al VII-VI secolo a.C. Italy’s Finest Wines considera invece superate le teorie greche e colloca le radici dell’Aglianico nel Sud Italia. Nel 1923 una relazione del Ministero dell’Economia Nazionale lo citava tra i vitigni più diffusi dell’agro taurasino, secondo lo stesso disciplinare.

Da dove viene il nome Aglianico?

Il nome Aglianico viene, secondo l’ipotesi più citata, da «Ellenico», che durante la dominazione aragonese del XV secolo diventò «Aglianico» per la pronuncia spagnola della doppia elle. Il disciplinare del Taurasi indica un’alternativa: l’antica città di Elea, sulla costa tirrenica della Lucania. Italy’s Finest Wines aggiunge la gens Allia, una famiglia romana con vigneti in tutta la penisola. In diversi comuni dell’Avellinese il vitigno si chiama ancora «Ellenico» o «Ellanico», secondo la monografia del Registro.

La monografia del Registro descrive 6 caratteristiche colturali dell’Aglianico.

  • Germogliamento: precoce.
  • Fioritura: precoce.
  • Maturazione: III epoca; in Irpinia la vendemmia cade tra la seconda metà di ottobre e la prima metà di novembre, secondo il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia.
  • Vigoria: buona, adatta a sistemi di allevamento espansi come lo «Spalatrone avellinese».
  • Produzione: piuttosto abbondante.
  • Malattie: buona resistenza all’oidio, un po’ meno alla peronospora; soggetto al marciume negli autunni piovosi.

Il Registro Nazionale conta 25 cloni di Aglianico iscritti, con l’aggiornamento al D.M. 2 luglio 2024.

Fonti