Falanghina: caratteristiche del vino, come sceglierla e abbinarla

La Falanghina è un vitigno autoctono a bacca bianca della Campania e le caratteristiche del vino che ne nasce sono un colore giallo paglierino, profumi floreali e fruttati e un sapore secco e fresco. Il Registro Nazionale delle Varietà di Vite la iscrive con il codice 079. Profuma di mela, pera, ananas e agrumi. Dalla Falanghina nascono la Falanghina del Sannio e la Campi Flegrei Falanghina.

Redazione VitiumPubblicato il

Grappolo di Falanghina giallo dorato con le colline del Sannio e il Taburno sullo sfondo

Scheda del vitigno Falanghina

Vitigno
Falanghina
Sinonimi
Falanghina Verace, Falernina, Uva Falerna
Colore della bacca
bianca
Regioni
Campania
Stili di vino
fermo, spumante, vendemmia tardiva, passito
Secco o dolce
secco
Aromi
mela verde, pera, ananas, pesca bianca, agrumi, gelsomino, ginestra
Acidità
medio-alta
Corpo
media
Temperatura di servizio
8–12 °C
Codice Registro Nazionale
079

Che cos’è il vitigno Falanghina?

Il vitigno Falanghina è un’uva autoctona italiana a bacca bianca coltivata in Campania, soprattutto nel Sannio beneventano e nei Campi Flegrei, vicino a Napoli. Il Registro Nazionale delle Varietà di Vite la iscrive dal 1970 come «Falanghina B.», con il codice 079. La monografia del Registro, firmata nel 1965 da S. Bordignon, riporta i nomi locali «Falanghina Verace» a Pozzuoli e «Falernina» o «Uva Falerna» in provincia di Caserta.

Quali sono le caratteristiche del vino Falanghina?

Le caratteristiche del vino Falanghina sono un colore giallo paglierino, un odore fine, floreale e fruttato e un sapore secco, fresco ed equilibrato, secondo il disciplinare della DOC Falanghina del Sannio. Il titolo alcolometrico minimo è 11% vol, 11,5% nelle sottozone, secondo lo stesso disciplinare.

Che profumi e che sapore ha la Falanghina?

Il sapore che ha la Falanghina è secco, fresco e sapido, con una nota minerale. La scheda di degustazione di Quattrocalici descrive 4 famiglie di profumi.

  • Frutta: mela verde, pera e pesca bianca.
  • Agrumi: limone, pompelmo e cedro.
  • Fiori: gelsomino e ginestra.
  • Mineralità: una nota sapida che richiama il terreno vulcanico o costiero.

La Falanghina è secca o dolce?

La Falanghina è secca nei vini più diffusi: il disciplinare della Falanghina del Sannio prescrive un sapore «secco, fresco ed equilibrato». La Falanghina dà un vino dolce nella Falanghina del Sannio Passito, da uve appassite fino a un titolo alcolometrico naturale di 16% vol, amabile o dolce secondo il disciplinare.

La Falanghina è ferma o frizzante?

La Falanghina è ferma nella maggior parte dei vini, ma esiste in versione spumante: la Falanghina del Sannio prevede lo spumante in autoclave e il metodo classico, secondo il suo disciplinare, e la DOC Campi Flegrei la Falanghina spumante. Esquire consiglia di servire la Falanghina spumante a 6 °C in un flûte.

A che temperatura si serve la Falanghina?

Si serve la Falanghina a 8–12 °C: l’Associazione Italiana Sommelier indica 8–10 °C per i bianchi giovani, e Saporie 8–12 °C per la Falanghina del Sannio. La versione spumante va servita a circa 6 °C, secondo Esquire.

Quanto invecchia la Falanghina?

Invecchia la Falanghina meglio di molti bianchi giovani: Esquire le attribuisce una grande attitudine all’invecchiamento. Dopo 6 mesi dalla vendemmia il vino dà note fruttate di mela, ananas e banana, e dopo 18 mesi perde i profumi giovani e diventa più complesso, secondo Esquire. I disciplinari non impongono un invecchiamento minimo alla Falanghina ferma.

Quali vini si producono con la Falanghina e quanto costano?

Tra i vini che si producono con la Falanghina ci sono 2 denominazioni della Campania con prezzi tra 9 e 15 euro a bottiglia. I prezzi della tabella vengono dai listini di Enosearcher, Svinando, Tannico, Trovino e Trovaprezzi, consultati il 23 settembre 2026.

VinoDenominazioneFascia di prezzo
Falanghina del SannioDOC, provincia di Benevento9–15 €
Campi Flegrei FalanghinaDOC, provincia di Napoli9–13 €

In quali DOC e DOCG si trova la Falanghina?

Si trova la Falanghina in 3 DOC della Campania, che ne fanno la base ampelografica con la percentuale minima fissata dal disciplinare.

  1. Campi Flegrei Falanghina DOC: almeno 90% di Falanghina.
  2. Falanghina del Sannio DOC: almeno 85% di Falanghina.
  3. Irpinia Falanghina DOC: almeno 85% di Falanghina.
  • La Falanghina è l'uva della Falanghina del Sannio, la DOC della provincia di Benevento con 4 sottozone, tra cui il Taburno.

Con cosa si abbina la Falanghina?

Si abbina la Falanghina soprattutto al pesce, ai crostacei e ai molluschi, secondo Quattrocalici, che la definisce un vino estremamente versatile a tavola. Le fonti consultate indicano 5 abbinamenti tipici.

  1. Spaghetti alle vongole, frittura di paranza e insalata di polpo, secondo Vinisud.
  2. Mozzarella di bufala campana DOP, abbinamento della tradizione campana secondo Esquire e Quattrocalici.
  3. Primi piatti con condimenti leggeri e verdure di stagione, secondo Quattrocalici ed Esquire.
  4. Pizza, secondo Esquire, che la indica come vino ideale anche per l’aperitivo.
  5. Carni bianche con le versioni affinate in legno, secondo Quattrocalici.

Che differenza c’è tra Falanghina e Greco?

La differenza principale tra Falanghina e Greco è che sono 2 vitigni distinti della Campania, con zone diverse: la Falanghina cresce nel Sannio e nei Campi Flegrei, il Greco in Irpinia, attorno a Tufo. Il Greco è la base del Greco di Tufo DOCG e dà un vino di sapidità marcata, mineralità e struttura, secondo il Consorzio Tutela Vini d’Irpinia. La Falanghina è più facile da bere di un Greco di Tufo, secondo Saporie.

Falanghina e Greco a confronto
CaratteristicaFalanghinaGreco
Registro NazionaleFalanghina B., codice 079Greco B., codice 097
Zona principaleSannio (Benevento) e Campi Flegrei (Napoli)Irpinia, attorno a Tufo (Avellino)
Vino più notoFalanghina del Sannio DOC, dal 2011Greco di Tufo DOCG, dal 2003
Quota minima nel vino più noto85%85% (Greco di Tufo)
Stilefresco, floreale e fruttato, versatilesapidità marcata, mineralità e struttura

Storia, origine e coltivazione della Falanghina

L’origine e coltivazione della Falanghina sono antiche: il nome deriverebbe dal latino «falanx», i pali di sostegno che reggevano la vite, secondo Esquire e Saporie. I nomi «Falernina» e «Uva Falerna», raccolti dalla monografia del Registro in provincia di Caserta, richiamano il Falerno, il vino storico della stessa provincia. La diffusione moderna della Falanghina comincia negli anni Sessanta del Novecento, secondo Esquire.

La monografia del Registro distingue la «Falanghina Verace», la più diffusa, dalla «Mascolina», e ritiene che le 2 derivino da un unico ceppo. La stessa monografia descrive 4 caratteristiche colturali della Falanghina.

  • Maturazione: III epoca.
  • Vigoria: buona; nei Campi Flegrei, su terreni vulcanici, la vite è allevata alta e potata lunga.
  • Produzione: media e costante, con buona allegagione.
  • Malattie: una certa resistenza alla peronospora e all’oidio, un po’ di sensibilità al marciume.

Nei Campi Flegrei la Falanghina cresce a piede franco, senza innesto su radici americane, perché i suoli sabbiosi e vulcanici la proteggono dalla fillossera, secondo Esquire. Il Registro Nazionale conta 7 cloni di Falanghina iscritti, con l’aggiornamento al D.M. 2 luglio 2024.

Fonti