Pignolo: caratteristiche del vino, come sceglierlo e abbinarlo

Il Pignolo è un vitigno autoctono a bacca nera del Friuli-Venezia Giulia e le caratteristiche del vino che ne nasce sono un colore rubino intenso, tannini fitti e vigorosi, acidità elevata e profumi di frutti neri e spezie. Il Registro Nazionale lo iscrive con il codice 285. È un rosso da invecchiamento, in commercio da novembre del terzo anno dopo la vendemmia. Costa in genere 22–31 euro.

Redazione VitiumPubblicato il

Grappolo di Pignolo piccolo e compatto davanti ai vigneti e all'abbazia di Rosazzo

Scheda del vitigno Pignolo

Vitigno
Pignolo
Sinonimi
Pignul
Colore della bacca
nera
Regioni
Friuli-Venezia Giulia
Stili di vino
fermo
Secco o dolce
secco
Aromi
mora, marasca, frutti di bosco, spezie, erbe officinali, sottobosco, incenso
Acidità
alta
Tannini
alta
Corpo
alta
Temperatura di servizio
14–18 °C
Potenziale di invecchiamento
in commercio non prima di novembre del terzo anno dopo la vendemmia; Riserva almeno 4 anni
Codice Registro Nazionale
285

Che cos’è il vitigno Pignolo?

Il vitigno Pignolo è un’uva autoctona italiana a bacca nera coltivata in Friuli-Venezia Giulia, soprattutto nei Colli Orientali del Friuli, attorno a Rosazzo. Il Registro Nazionale delle Varietà di Vite lo iscrive dal 1977 come «Pignolo N.», con il codice 285. In friulano si chiama «Pignul», e non va confuso con l’omonimo vitigno a bacca bianca della vicina provincia di Treviso, secondo l’Atlante ampelografico di G. Poggi del 1939.

Quali sono le caratteristiche del vino Pignolo?

Le caratteristiche del vino Pignolo sono un colore rosso rubino, granato se invecchiato, un odore caratteristico e gradevole e un sapore asciutto ed elegante, secondo il disciplinare della DOC Friuli Colli Orientali. Il Pignolo è un rosso potente e profondo, con una tessitura tannica imponente e un’acidità elevata, secondo Quattrocalici.

Che profumi e che sapore ha il Pignolo?

Il sapore che ha il Pignolo è intenso e avvolgente, con tannini fitti ed eleganti e un corpo prorompente, secondo Le Donne del Vino. Le schede di Quattrocalici, Torre Rosazza e Le Donne del Vino descrivono 4 tratti tipici del vino.

  • Frutta: frutti neri maturi come la mora e la marasca matura.
  • Spezie ed erbe: note speziate, erbe officinali, incenso e cera.
  • Sottobosco: sentori di sottobosco e note balsamiche.
  • Tannini: astringenti da giovani, si ammorbidiscono con l’affinamento restando presenti.

Il Pignolo è secco o dolce?

Il Pignolo è secco: il disciplinare della DOC Friuli Colli Orientali prescrive un sapore «asciutto, elegante», lo stesso della sottozona Pignolo di Rosazzo. Il Pignolo matura alte concentrazioni zuccherine nelle annate calde e asciutte, secondo Quattrocalici, ma fermenta in un rosso secco.

A che temperatura si serve il Pignolo?

Si serve il Pignolo a 14–18 °C: Torre Rosazza consiglia 14–16 °C, e l’Associazione Italiana Sommelier indica 16–18 °C per i rossi evoluti di grande struttura e tannicità come il Pignolo invecchiato.

Quanto invecchia il Pignolo?

Invecchia il Pignolo più a lungo di ogni altro rosso dei Colli Orientali: il disciplinare vieta di metterlo in commercio prima di novembre del terzo anno dopo la vendemmia e chiede almeno 4 anni per la Riserva, contro i 2 anni delle altre Riserve della DOC. Il Pignolo di Torre Rosazza affina almeno 24 mesi in barrique di rovere di Allier. Quattrocalici lo definisce un rosso da invecchiamento, con una lunga capacità di evolvere.

Quali vini si producono con il Pignolo e quanto costano?

Tra i vini che si producono con il Pignolo ci sono le tipologie della DOC Friuli Colli Orientali, con prezzi tra 22 e 31 euro a bottiglia. I prezzi della tabella vengono dai listini di Negozio del Vino, Leone Alato ed Enosearcher, consultati il 23 settembre 2026.

VinoProduttorePrezzo
Friuli Colli Orientali PignoloColle Villano22,80 €
Friuli Colli Orientali PignoloLeone Alato (per 6 bottiglie)24 €
Friuli Colli Orientali Pignolo 2020La Tunellada 27 €
PignoloRonchi di Cialla30,70 €

In quali DOC e DOCG si trova il Pignolo?

Si trova il Pignolo in una sola DOC, la Friuli Colli Orientali, che lo ammette in 2 forme con almeno l’85% dell’uva.

  1. Friuli Colli Orientali Pignolo: la tipologia da vitigno, anche Riserva.
  2. Pignolo di Rosazzo: la sottozona tra San Giovanni al Natisone, Manzano e Corno di Rosazzo, con una resa massima di 8 t/ha e un titolo alcolometrico minimo di 12% vol.
  • Il Pignolo trova nella DOC Friuli Colli Orientali la sua denominazione, con la tipologia Pignolo e la sottozona Pignolo di Rosazzo.

Con cosa si abbina il Pignolo?

Si abbina il Pignolo a piatti ricchi e strutturati, perché è un rosso da invecchiamento, secondo Quattrocalici. Le fonti consultate indicano 5 abbinamenti tipici.

  1. Brasati e stinco al forno, secondo Quattrocalici.
  2. Cinghiale in salmì e selvaggina, secondo Quattrocalici.
  3. Carne rossa stufata o alla brace, secondo Le Donne del Vino.
  4. Formaggi stagionati e salumi speziati, secondo Le Donne del Vino.
  5. Minestre saporite, zuppe invernali e grigliate miste, secondo Torre Rosazza.

Che differenza c’è tra Pignolo e Schioppettino?

La differenza principale tra Pignolo e Schioppettino è la struttura: il Pignolo è un rosso da lungo invecchiamento, con tannini fitti e vigorosi, lo Schioppettino un rosso più fresco, con la caratteristica nota di pepe. I 2 vitigni sono iscritti nel Registro Nazionale dallo stesso anno, il 1977, e hanno ciascuno una sottozona nei Colli Orientali: Pignolo di Rosazzo e Schioppettino di Prepotto.

Pignolo e Schioppettino a confronto
CaratteristicaPignoloSchioppettino
Registro Nazionalecodice 285, iscritto nel 1977, 1 clonecodice 290, iscritto nel 1977, 2 cloni
Zona d'elezioneRosazzo, nei Colli OrientaliPrepotto, nei Colli Orientali
Grappolopiccolo, cilindrico e serratogrosso e lungo, cilindrico
Tanninifitti e vigorosi, astringenti da giovaneben bilanciati, con nota di pepe
Uscita in commercioda novembre del terzo anno dopo la vendemmianessun termine per la tipologia base

Storia, origine e coltivazione del Pignolo

L’origine e coltivazione del Pignolo sono documentate in Friuli dal Trecento, secondo Torre Rosazza. Il vitigno fu abbandonato a favore di vitigni internazionali più produttivi, e i Colli Orientali sono stati ripopolati da pochi tralci recuperati tra i vigneti dell’Abbazia di Rosazzo, secondo la stessa fonte. Quattrocalici colloca la riscoperta del Pignolo a partire dagli anni Settanta.

Il Pignolo richiede terreni ben esposti, ventilati e drenati, e dà il meglio nelle annate calde e asciutte, secondo Quattrocalici. L’Atlante ampelografico di G. Poggi del 1939 descrive 4 caratteristiche del vitigno.

  • Germoglio: di colore rosso vivo, peloso.
  • Foglia: piccola, trilobata, verde intenso, con nervature rosse alla base.
  • Grappolo: piccolo, cilindrico, semplice e serrato.
  • Acino: piccolo e rotondo.

Il Registro Nazionale conta un solo clone di Pignolo iscritto, con l’aggiornamento al D.M. 2 luglio 2024.

Fonti